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Roma città moderna. Da Nathan al '68

Dal 29 marzo 2018 al 28 ottobre 2018 alla Galleria d’arte Moderna di Roma si terrà una meravigliosa mostra che ha lo scopo di ripercorrere le correnti artistiche protagoniste del ‘900, con in primo piano la Capitale d’Italia.

La mostra presenta 180 opere tra dipinti, sculture, fotografie e opere grafiche, oltre a delle integrazioni multimediali. Si partirà dagli anni del sindaco Nathan, appunto, per procedere fino alla fine del ’68, mostrandoci il perché Roma è stata il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento. Si svolge su 3 piani e,  al primo,  inizia appunto la mostra, con una meravigliosa opera di Adolf Hirèmy,  olio su tela, composto da tre dipinti differenti che raccontano la città antica e storica, il cambiamento e il ritorno alle origini; perché lo scopo di questa mostra è infatti mostrare le differenze stilistiche  ei cambiamenti anche da parte degli artisti nel ritrarre Roma.  La mostra procede con un ritratto del sindaco Nathan da parte di Balla,per poi trattare il tema della Grande Guerra, infatti esposti ci saranno anche dei bronzi di Ettore Ximenes  raffiguranti i generali Diaz,Porro e Cadorna.


Il piano superiore invece, è caratterizzato da nomi importantissimi come: Mafai, Quagliotti e il primo Afro che descrivono la distruzione di Roma durante la seconda guerra mondiale, e anche la sua ricostruzione.  Troviamo fra le opere più importanti della mostra anche “Il Cardinale decano” di Scipione. Importanti opere legate al “Tonalismo romano” ossia uno stile non del tutto espressionista ma legata al tono colore, fra questi  Gentilini, Guerrini  e Funi.  Si conclude questa parte con un opera di Giorgio De Chirico “I gladiatori” che rappresenta il rapporto fra modernità e tradizione.  Si apre invece l’ala dedicata al futurismo degli anni 20 e 30 e soprattutto all’aeropittura; fra questi opere di Benedetta Marinetti (“Velocità di motoscafo” 1922)  opera vista dall’alto con un motoscafo che genera colore e movimento dell’opera. In seguito una composizione di TATO, che mostra Roma vista dall’alto, che è una prospettiva che si distorce sempre di più dal primo al terzo quadro della seguenza; fra queste opere importante quella di Tulio Crali che è l’icona della mostra.


Il terzo piano e ultima parte della mostra invece, comprende anche una sezione di grafica e una sezione fotografica, quest’ultimo ambiente testimonia la compresenza del secondo dopo guerra di poetiche figurative e di ricerche non figurative. Da un lato gli esponenti del realismo come Guttuso, che interpretano il loro impegno politico nella direzione delle poetiche figurative, dall’altro la descrizione delle poetiche non figurative e questo anche a sottolineare un ambiente culturale molto ampio che produce negli stessi anni cose differenti, e fra questi  Turcato, che con lo stesso soggetto va verso la dissoluzione della forma, una ricerca non figurativa. Interessante anche l’acquerello su carta di Cerioli, che crea forme ritagliate in legno e  in quest’opera “Goldfinger/Miss”  del 1964 reinterpreta l’icona immortale della Venere di Botticelli rielaborandola, come una sagoma ritagliata e replicata, alla luce del nuovo gusto pop, della pubblicità e dei media, rendendola dorata alludendo al film 007 “Missione Goldfinger” da cui prende il nome.  


La mostra è molto bella, è un interessante viaggio artistico, sotto tutti i punti di vista, per i cambiamenti e l’urbanizzazione di questa meravigliosa città. Ci sono diverse stanze multimediali per osservare dei filmati e delle riproduzioni sonore anche per non vedenti, inoltre  percorrendo la mostra ci sono dei touch-screen per avere informazioni ulteriori di quegli anni e di determinati artisti.

 

Chiara Giammarioli

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