7 months ago
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Molly’s Game

Jessica Chastain brilla nel film di debutto di Aaron Sorkin

Sono tante le candidature che Aaron Sorkin ha ricevuto come autore, inclusa quella per Molly’s Game, film che agli ultimi Oscar, si è visto soffiare il premio per la “Miglior Sceneggiatura Non Originale” da James Ivory, che ha firmato l’adattamento di Chiamami Col Tuo Nome. Era difficile spuntarla con il film di Guadagnino e con gli altri giganti in gara (da Mudbound a The Disaster Artist), ma ciò non toglie che Molly’s Game sia un titolo di cui vale la pena parlare.

Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo 19 Aprile ed è basato sulla storia vera di Molly Bloom, giovane speranza dello sci costretta ad abbandonare l’agonismo dopo un incidente in pista. La brusca fine della sua carriera sportiva costringe Molly a reinventarsi: originaria del Colorado, dopo aver studiato Scienze Politiche, si trasferisce a Los Angeles dove, accettando un lavoro estivo, viene introdotta in un mondo esclusivo e pericoloso, quello del poker clandestino. Al tavolo da gioco siedono grandi stelle di Hollywood, rockstar e giganti dello sport attirati non solo dalle cifre da capogiro in gioco, ma anche dalla carismatica presenza di Molly. In poco tempo, la donna si mette in proprio vivendo una decade di sfarzi e successo, ma la sua fama attira le attenzioni sbagliate: senza saperlo, Molly coinvolge nelle partite di poker alcuni membri della mafia russa e il suo arresto, da parte dell’FBI, mette fine alla sua fortuna. La donna si ritroverà ad affrontare le gravi accuse a suo carico con un unico sostenitore: il suo avvocato.

Molly’s Game è il primo film da regista di Aaron Sorkin, già pluripremiato come sceneggiatore per The Social Network (che gli è valso un Oscar) e per la serie TV The Best Wing (vincitrice di 5 Emmy Awards).

Sorkin s’ispira all’autobiografia di Molly Bloom e costruisce il film su 2 piani narrativi: il primo racconta il difficile rapporto della protagonista con il padre, che la spinge sin da bambina a primeggiare in ogni disciplina alla quale s’interessa, il secondo è focalizzato sulla sua carriera nel mondo del poker che porta Molly a controllare un mondo fatto di uomini potenti. “Il gioco di Molly” ha maggiore spazio nel film, ma entrambi i temi sono importanti e inevitabilmente intrecciati. Che il primo amore di Sorkin sia la scrittura è evidente: Molly’s Game è un’opera soprattutto narrativa, in cui ogni inquadratura è tagliata su misura sui dialoghi. Dal monologo alla battuta sarcastica, è la sceneggiatura a dare il ritmo alla regia e non viceversa.

Jessica Chastain è perfetta nel ruolo della Bloom, una donna ribelle e un po’ insicura che si ritrova a gestire un mondo tanto glamour quanto pericoloso, che però le consente di costruirsi una nuova vita. Nel cast anche i due eccellenti Idris Elba e Kevin Costner, il primo nella parte dell’avvocato Charlie Jaffey, il secondo nel ruolo del padre di Molly Bloom.

Quello di Sorkin è un film pomposo e allo stesso tempo elegante che (come American Hustle di David O. Russell) deve molto a Casinò di Martin Scorsese. In Molly’s Game ci sono tanti tecnicismi che faranno la felicità degli amanti del poker, ma resta un film in grado di parlare al grande pubblico. Il fatto che duri 2 ore e 20 minuti è un dettaglio: al suo primo tentativo dietro la macchina da presa, Sorkin dimostra una grande padronanza del mezzo rendendo scorrevole una storia complessa e ricca di dettagli.

 

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