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Ghost Stories

La deliziosa antologia di storie di fantasmi firmata da Jeremy Dyson e Andy Nyman

Arriverà nelle sale italiane, il prossimo 19 Aprile, Ghost Stories, film scritto e diretto da Jeremy Dyson e Andy Nyman e distribuito da Adler Entertainment.

Ghost Stories è l’adattamento dell’omonima pièce teatrale scritta e diretta dagli stessi registi inglesi. Il film segue la scia dei grandi classici del filone dei fantasmi e si avvale di un ottimo cast composto dallo stesso Nyman che recita insieme a Paul Whitehouse, Alex Lawther e Martin Freeman.

Andy Nyman interpreta Philip Goodman, un professore noto per il suo scetticismo nei confronti di qualunque evento soprannaturale. Goodman conduce anche un programma televisivo nel quale smaschera sedicenti sensitivi che dichiarano di contattare le anime  dei defunti lucrando sul dolore delle persone.

Il professore ha intrapreso questa bizzarra carriera per seguire le orme del suo idolo, Charles Cameron, uno psicologo scomparso in circostanze misteriose e che tutti credono morto. Tutto cambia quando Goodman riceve un pacchetto proprio da Cameron che, in una registrazione, gli chiede d’incontrarlo: il professore scopre che lo psicologo si è in realtà ritirato dalla vita pubblica, dopo aver capito che i suoi tentativi di razionalizzare l’inspiegabile sono stati vani. Cameron, ormai anziano e malato, affida a Goodman i tre casi di attività paranormale che non è mai riuscito a risolvere e gli chiede di trovare una spiegazione razionale a quei misteri prima della sua morte.

Ghost Stories è un omaggio al cinema britannico degli anni ’60 e ’70 che utilizza diversi registri stilistici: nella parte iniziale Nyman sceglie quello del finto documentario, rivolgendosi direttamente allo spettatore, ma nel corso del film ci sono sequenze che hanno una pomposità cinematografica (come le scene girate in spiaggia, sottolineate da una colonna sonora esageratamente drammatica). Della provenienza teatrale, Ghost Stories conserva l’intimità dei dialoghi tra gli attori e la scenografia di certi interni, ma sconfina in altri territori senza mai abusare di quel linguaggio. Le imperfezioni (ammesso che ce ne siano) sembrano volute e calcolate in un film che, prima di tutto, nasce dalla voglia di divertirsi e di divertire il pubblico: è spaventoso quanto basta, ricco di british humor e intrigante dal punto di vista narrativo.

Completano l’opera la fotografia e gli effetti speciali: la prima, (di Ole Bratt Birkeland) è un trionfo di colori tipicamente britannici (dagli interni dei pub alle scene in esterna), i secondi non sono frutto della post-produzione, ma si svolgono direttamente sul set e conferiscono al film una piacevole genuinità.

Forse gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma Dyson e Nyman li rimescolano in modo originale trasformando Ghost Stories in un piccolo gioiello che farà proseliti tra gli amanti del cinema old school e non solo.

 

Trailer

 

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