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Quanto Basta: dal 5 Aprile al cinema

Quanto Basta: dal 5 Aprile al cinema Quanto Basta (C) Silvia Gerbino

La presentazione del nuovo film di Francesco Falaschi con Vinicio Marchioni, Valeria Solarino e Luigi Fedele

Debutterà nelle sale cinematografiche il prossimo 5 Aprile, distribuito da Notorious Pictures, Quanto Basta, il nuovo film diretto da Francesco Falaschi. Scritto dal regista insieme a Filippo Bologna, Ugo Chiti e Federico Sperindei, il film vede nei panni dei protagonisti Vinicio Marchioni, Valeria Solarino e Luigi Fedele.  

Quanto Basta racconta la storia di Arturo, ex cuoco di successo con problemi di controllo dell’aggressività: finito in carcere per aver picchiato alcuni colleghi, l’uomo finirà di scontare la sua pena ai servizi sociali. Arturo dovrà tenere un corso di cucina in un centro per ragazzi autistici: lì conoscerà Anna, psicologa che gestisce il gruppo e Guido, un ragazzo con la Sindrome di Asperger e una grande passione per la cucina. Arturo è un uomo difficile e si avvicinerà a Guido trattandolo in modo istintivo, spesso troppo diretto. Il ragazzo, dal canto suo, cercherà di fargli capire dove sbaglia e dimostrerà anche il suo enorme talento ai fornelli. Le circostanze porteranno Arturo ad accompagnare Guido a un talent culinario e sarà questo viaggio a cambiare l’approccio alla vita e i destini di entrambi.

Quanto Basta è stato presentato questa mattina presso la Casa del Cinema di Roma alla presenza del regista, Francesco Falaschi, e degli attori, Vinicio Marchioni, Valeria Solarino e Luigi Fedele.

Francesco, come definiresti questo film? Feel good movie? Buddy film?

Francesco Falaschi: «Lo descriverei come una commedia drammatica, il genere di film che io voglio vedere al cinema. Ha vari aspetti e il suo punto di forza è lo studio che c’è dietro la sceneggiatura: per la parte gastronomica ci siamo ispirati a libri come Kitchen Confidential e altri; per quanto riguarda l’autismo, ci siamo confrontati con delle realtà di autismo in cucina, come la Trattoria de Gli Amici di Roma. L’idea è quella di raccontare di un uomo irascibile che ha problemi relazionali di suo che, quasi come contrappasso, si ritrova a lavorare con dei ragazzi i cui problemi relazionali sono proprio “certificati”. È stato fondamentale il contributo dell’Associazione Not Equal che si occupa proprio della promozione culturale della Sindrome di Asperger: il lavoro di quest’associazione ci ha consentito di osservare da vicino il rapporto che si crea tra un “neurotipico” e un “neurodiverso”.»

Luigi, tu interpreti Guido: come ti sei approcciato a questo personaggio e, più in generale, alla “neurodiversità”?

Luigi Fedele: «È stata un’esperienza di studio profonda. Sono partito dall’esterno: ho osservato la relazione con lo spazio, modi e ritmi del linguaggio delle persone “neurodiverse”. Poi c’è stata una seconda fase in cui sono venuto a contatto con dei ragazzi affetti da Sindrome di Asperger: conoscendoli, sono andato più a fondo. Ho cercato di comprendere l’universo che si cela dietro un gesto, una parola, un silenzio. È stata un’esperienza molto forte dal punto di vista umano e professionale.»

Vinicio, cosa avete in comune tu e Arturo?

Vinicio Marchioni: «Di lui mi piace il fatto che venga da un passato glorioso, che all’improvviso si ritrovi a un punto morto della sua esistenza e che inizi a rapportarsi con questo gruppo di ragazzi Asperger nella maniera più cinica e disillusa possibile. All’inizio del film il mio personaggio è un po’ il più fico di tutti, ma poi si capisce che è lui quello ad avere più bisogno di aiuto per riprendere in mano la sua vita. Di me posso dire che, da ragazzo, ho fatto tutti i mestieri della gastronomia: personale di sala, sguattero, lavapiatti. Fare questo film è stato bellissimo anche per questo: mi sono reso conto che ogni giorno della mia esistenza è servito a qualcosa.»

Valeria, cosa ti è piaciuto di questo film?

Valeria Solarino: «L’ho amato sin dalla prima lettura della sceneggiatura: la prima cosa che mi ha colpito è proprio il rapporto che si crea tra Arturo e Guido, due persone che per cause diverse hanno problemi a relazionarsi con gli altri. La bellezza del mio personaggio è quella di aver compreso che tra questi due uomini esiste un punto di contatto: Anna fa tutto quello che può per farli stare insieme, anche da soli, li segue in un percorso che è necessario ad entrambi. Quanto Basta è un film pieno di delicatezza anche nel modo di raccontare la Sindrome di Asperger: il fatto che si possa sorridere di una cosa così, è molto bello. Significa che l’hai capita e accettata completamente.»

 

Trailer:

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