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"Vengo anch'io" intervista a Cristel Caccetta nei panni di Lorenza Featured

"Vengo anch'io" intervista a Cristel Caccetta nei panni di Lorenza Cristel Caccetta (C) Flavia Lucidi

In occasione dell’uscita del film Vengo anche io ho il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Cristel Caccetta giovane attrice nonché protagonista della commedia a fianco del duo comico Nuzzo e Di Biase:

Cristel, cosa ti ha portato a fare l’attrice?

In realtà facevo la ballerina, ho iniziato a studiare danza quando ero molto piccola,  poi all’età di dieci anni ho iniziato a studiare teatro - danza, successivamente  ho iniziato ad approcciarmi alla scrittura: ho sempre avuto sin da piccola questa esigenza di esprimermi attraverso l’arte anche perché in famiglia,  soprattutto mio padre, ha sempre cercato di insegnarci sia  a me che e mia sorella ad essere libere di esprimerci. Dopo di che mi sono resa conto che la danza e la scrittura non mi bastavano più, e allora ho deciso di fondere le due cose: ho preso il libro, dove appunto avevo cominciato a scrivere, e tutto ciò che scrivevo,  cercavo di interpretarlo a partire dai i dialoghi che io stessa scrivevo, e mi sono resa conto che mi sentivo veramente libera; nella danza dovevo eseguire delle coreografie create da altri e questo mi faceva sentire un po’ in gabbia, la scrittura, invece a volte non mi faceva sentire all’altezza di esprimere al meglio tutto quello che volevo, anche perché all’età di quindici anni pur avendo un ottimo approccio alla lettura, non hai quella grande esperienza che ti porta a esprimerti a pieno attraverso le parole. Scoprendo la recitazione mi sono resa conto che attraverso questo canale potevo sentirmi veramente libera di esprimermi. Ho scelto tra le tre il mio vero amore.

In questo caso fare l’attrice è più una scelta professionale o una scelta di vita?

Ne parlavo proprio ieri con la mia migliore amica: per me è assolutamente una scelta di vita, ed ho cercato di spiegarle anche il perché: in questa vita abbiamo tutti un compito, dobbiamo sempre renderci utili alla società e il modo di dare il mio contributo poiché sono una persona molto empatica, è dare me stessa. Vorrei in questo momento soprattutto riuscire a vivere e sopravviverne di questo mestiere anche attraverso la scrittura: non mi basta solamente interpretare, anche se filtrare è bellissimo, però mi piace scrivere quindi interpretare quello che voglio raccontare io a mia volta.

A proposito d’interpretazione e di scrittura: quali sono state le figure che hanno influenzato la tua curiosità artistica?

Ti racconto i miei approcci adolescenziali: i primi film “Io non ho Paura” di G. Salavotores, e “Non ti Muovere” di S. Castellitto e di conseguenza anche Penelope Cruz, l’idea di poter parlare di quello spezzato di realtà, non per forza grandi azioni di grandi uomini, mi piaceva. L’idea di riuscire a raccontare quegli spaccati di cui a volte nessuno ne parla, quelle realtà che possono essere un insegnamento per altre piccole realtà, quindi quei due film sono stati i miei approcci da cui a volte prendevo proprio le scene e cercavo di reinterpretarle a mia volta. Penelope Cruz diceva “La mia vita è sempre così piena di piccoli segni che ti vengono a cercare ”, ecco questo è il mio segno.

Nonostante la tua giovane età hai maturato esperienza sia in teatro che al cinema. Ti senti più a tuo agio sul set di un film o sul palcoscenico?

Fortunatamente mi sono sempre trovata a lavorare con colleghi di un certo livello, è molto difficile scegliere per me, posso dirti che quando è stato portato in teatro lo spettacolo  “Dignità autonome di prostituzione”  per me  è stato illuminante: mi ha dato veramente tanto mi ha insegnato molto, per me rimarrà l’esperienza più forte che abbia vissuto, anche il regista Luciano Melchionna  mi ha chiesto di darmi completamente al pubblico ricordandomi  il motivo per il quale faccio questo mestiere, mi diceva di dare il mio cuore al pubblico e questa cosa mi ha stimolata moltissimo. Nel cinema invece non devi fare dei gesti grandi per arrivare, anche se in Dignità Autonome il pubblico era molto vicino, quindi il fatto che potessi esprimere la verità, mi ha aiutato sia nel teatro che  nel cinema. Quando abbiamo lavorato, in “Vengo anche io ” è stato tutto bellissimo,  quindi non riuscirei ad avere delle preferenze. L’importante che ci sia una bella energia e che si lavori per qualcosa di bello, per dare anche un sollievo all’anima al cuore no?

L’8 Marzo in tutte le sale uscirà “Vengo anche io ” film che ti vede al fianco del duo comico Corrado Nuzzo e Maria di Biase, raccontami di Lorenza, personaggio che interpreti in questo film..

Lorenza è una ragazza molto diversa da me, ha quasi dieci anni di meno rispetto a me, nel film arriva da una situazione di grande solitudine e tristezza, è un atleta che si trova in una fase adolescenziale molto particolare cui è mancata la figura paterna ed è sopraffatta dall’egocentrismo della madre. Nonostante sia un piccolo anti eroe come tutti i personaggi di Vengo anche io,  alla fine questa famiglia che si verrà a formare,  l’aiuterà ad imparare dai suoi ed anche dagli errori degli altri. La cosa fantastica è proprio la partenza di questa figura anti eroe, sfortunata anche un po’ bugiarda, che poi riuscirà in qualche modo a riscattarsi. La cosa che ho apprezzato di questo personaggio è che non ci si preoccupava di curare l’estetica: Lorenza non è la prima della classe, non è una leader, ma ha un bel carisma.

Nel film si mette in risalto il valore della famiglia, anche se questa diciamocela tutta, è una famiglia un po’ strampalata no? Quanto è importante il sostegno della famiglia oggi giorno?

Tantissimo! Oggi più di prima. A livello economico, oggi giorno è difficile soprattutto per chi sceglie determinati mestieri, essere autonomi presto, ma soprattutto a livello affettivo c’è tanto bisogno del sostegno famigliare. Da questo punto di vista mi ritengo molto fortunata perché mi è sempre stato chiesto, di essere felice e di esprimermi ed essere libera. Il sostegno della mia famiglia è stato sempre alla base di tutto. Ho notato che oggi stiamo imparando a condividere un po’ di più, riesco a percepire il desiderio di riunirsi per raccontare qualcosa d’importante, nonostante le difficoltà. Da parte dei giovani c’è la voglia di unirsi per la creare qualcosa insieme.

Un altro punto riflessivo del film nonostante sia una commedia, è il mettersi a confronto con se stessi, guardarsi dentro per scacciare via i demoni del passato e sconfiggere le proprie solitudini. Quanto è importante credere in se stessi e nelle proprie potenzialità?

Mi rendo conto, soprattutto per quanto riguarda il mio mestiere, che è veramente fondamentale credere in se stessi. Ricordo il mio insegnante di recitazione mi diceva che dovevo essere consapevole delle mie capacità, anche se non è facile, dobbiamo tutti noi guardarci dentro e avere fiducia di quello che abbiamo perché ognuno di noi ha un talento, ha delle capacità, dobbiamo solo averne fiducia, anche se possiamo intercorrere a dei fallimenti. Bisogna avere la capacità di rialzarsi e credere nelle proprie forze, dobbiamo essere consapevoli di avere tanto e che possiamo dare molto. Ognuno di noi dovrebbe lavorare su questi punti e penso che la famiglia sia veramente un punto di partenza per riuscirci: se si ha la fortuna di avere dei genitori che hanno sempre creduto in te di conseguenza crederai più in te stesso, poi ci sono dei casi in cui queste figure non sono presenti e nonostante questo diventiamo ancora più forti, per quanto mi riguarda, è fondamentale essere se stessi e credere in quello che possiamo dare. Nel mio percorso non è stato sempre facile: non mi hanno presa al Centro sperimentale, non mi hanno presa alla Silvio d’Amico, ho dovuto faticare, però se hai quel fuoco che arde dentro di te allora ti fai  forza e dici a te stessa: ce la posso fare.

A proposito di Lorenza hai sentito delle connessioni tra te e il personaggio?

Sì, ci ho riflettuto spesso ed ho imparato qualcosa da lei: Lorenza ha un temperamento molto aggressivo, io non mi sento così arrabbiata e aggressiva come lei, fortunatamente nella vita non è stato così tanto difficile per me quanto per lei, però mi sono resa conto di quanto a volte arrabbiarsi si sprechino energie. Prima di interpretare questo personaggio ero molto passionale, mi sono sempre arrabbiata quando le cose non andavano bene, anche l’essere una tantino aggressiva con i miei genitori e di questo ora me ne pento tantissimo. Infatti, guardando il film dicevo: “Spero di non essere stata sempre così”.  Un aspetto positivo,  invece, che ci accumuna è il valore che attribuiamo all’amicizia, per me come per Lorenza è veramente importante.

Se dovessi fare un salto nel futuro dove ti vedi tra dieci anni?

Non so dove, al momento ancora non ho trovato la mia città, anche se ho abitato per molti anni a Roma. Mi vorrei vedere realizzata sicuramente in questo lavoro ed anche come sceneggiatrice.

Progetti che bollono in pentola?

Sto lavorando a un progetto teatrale che andrà in scena a fine maggio , una  commedia che vede protagonisti 10 figure tra attori e comici, ho riadattato “Chicago” lavorando  sul  testo che porterò in scena con i ballerini Federica La Torre e Gionata Costa, invece con il mio compagno stiamo lavorando ad una sceneggiatura a cui teniamo molto, ed ogni giorno cerchiamo di aggiungere un tassello in più. Il progetto è legato  ad un tema che mi sta molto a cuore:  lasciare ai bambini la libertà di esprimersi,  ed essere liberi perché quanto più un bambino ha la possibilità di esprimersi tanto più sarà un uomo realizzato e quando si guarderà allo specchio riconoscerà se stesso.








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